29) Heisenberg. Scienze e filosofia.
Lo scienziato che rifiuta di confrontarsi con la filosofia finisce
per adottare inconsapevolmente una filosofia scadente, che pu
anche danneggiare il suo lavoro, come avviene oggi a causa
dell'accettazione inconsapevole della filosofia di Democrito.
L'unica filosofia utilizzabile per la fisica delle particelle
sarebbe invece quella di Platone.
W. Heisenberg, La tradizione nella scienza, traduzione di R. Pizzi
e B. Vitale, Garzanti, Milano, 1982, pagine 85-97.

 Nella seconda parte affronter dettagliatamente i problemi
filosofici legati al concetto di particella elementare. Infatti
ritengo che certi sviluppi erronei nella teoria delle particelle
elementari - e temo che tali sviluppi erronei esistano - dipendano
dal fatto che i loro autori sostengono di non volere occuparsi di
filosofia, mentre in realt partono inconsapevolmente da una
scadente filosofia e quindi, a causa di pregiudizi, cadono in
domande prive di significato. Esagerando un po' si pu forse
affermare che la buona fisica  stata involontariamente corrotta
dalla cattiva filosofia [...].
Vengo ora alla filosofia dalla quale la fisica delle particelle
elementari, consapevolmente o no, si fa guidare. Da due millenni e
mezzo filosofi e naturalisti discutono il problema di che cosa
avvenga se si cerca di suddividere all'infinito la materia. Come
sono in realt le pi piccole parti costitutive della materia? I
filosofi hanno dato a questa domanda risposte molto diverse fra
loro, ma tutte hanno esercitato il loro influsso sulla teoria
delle scienze naturali [...].
A tutte queste filosofie  comune il fatto di cercare di evitare,
in qualche modo, l'antinomia dell'infinitamente piccolo, che come
 noto  stata approfondita da Kant [...].
Al fondo della questione sta sempre, come ho gi detto,
l'antinomia di Kant, per cui da una parte  molto difficile
immaginare che la materia si possa suddividere all'infinito, e
dall'altra  altrettanto difficile pensare che questa suddivisione
trovi a un certo punto, bruscamente, un termine. In definitiva
l'antinomia nasce, come ora sappiamo, da una applicazione erronea
della nostra intuizione anche alle situazioni del mondo
microscopico. L'influsso maggiore sulla fisica e sulla chimica
dell'ultimo secolo lo ha senza dubbio esercitato la teoria atomica
di Democrito; essa permette una descrizione intuitiva dei processi
chimici a livello microscopico Gli atomi possono essere paragonati
alle masse puntiformi della meccanica newtoniana e un tale
paragone conduce a una soddisfacente teoria statistica del calore.
In realt, gli atomi dei chimici erano considerati allora non
masse puntiformi, ma piccoli sistemi planetari; il nucleo atomico
era composto di protoni e di neutroni, ma si pensava che
elettroni, protoni ed eventualmente anche neutroni potessero venir
considerati come atomi veri e propri, nel senso di ultimi,
indivisibili mattoni della materia. La rappresentazione atomica di
Democrito divent quindi negli ultimi cento anni parte integrante
del quadro materialistico generale di un fisico; era facilmente
comprensibile e piuttosto intuitiva, e determin anche il pensiero
scientifico di quei fisici che non volevano avere niente a che
fare con la filosofia. A questo punto, vorrei motivare la mia
ipotesi secondo cui nell'odierna fisica delle particelle
elementari la buona fisica  rovinata inconsapevolmente dalla
cattiva filosofia. E' inevitabile utilizzare un linguaggio che
deriva dalla filosofia tradizionale. Ci si chiede: Di che cosa
consiste il protone? L'elettrone si pu suddividere o no? Il
quanto di luce  semplice o composto? e cos via. Ma tutte queste
domande sono mal poste, perch le espressioni suddividere o
consistere di hanno ampiamente perso il loro significato.
Dovremmo quindi adattare i nostri problemi, il nostro linguaggio e
i nostri pensieri, cio la nostra filosofia naturale, a questa
nuova situazione creata dagli esperimenti. Ma ci  purtroppo
molto difficile. Cos nella fisica delle particelle si introducono
continuamente di soppiatto domande formulate in modo scorretto e
rappresentazioni sbagliate che conducono agli sviluppi errati di
cui parler. [...].
Vediamo cos che, per esempio, la antinomia dell'infinitamente
piccolo per le particelle elementari si risolve in modo molto
sottile, in un modo al quale n Kant n gli antichi filosofi
avevano pensato - cio nel fatto che la parola suddividere perde
il suo significato. Se si vogliono paragonare le conoscenze
dell'attuale fisica delle particelle a una qualche filosofia
precedente, questa potrebbe essere solo la filosofia platonica;
infatti le particelle della fisica odierna, come insegna la teoria
dei quanti, sono rappresentazioni di gruppi di simmetria e quindi
sono paragonabili ai corpi simmetrici della dottrina platonica.
Novecento filosofico e scientifico, a cura di A. Negri, Marzorati,
Milano, 1991, volume quarto, pagine 812-814.
